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giovedì 23 febbraio 2017

CONOSCI, MIGLIORA e TRASFORMA il tuo METABOLISMO attraverso un sistema integrato di SPORT e NUTRIZIONE

CONOSCI, MIGLIORA e TRASFORMA il tuo METABOLISMO attraverso un sistema integrato di SPORT e NUTRIZIONE


Ti riveliamo in anteprima i primi 3 passi fondamentali per rendere efficiente il tuo metabolismo:
  • Conoscere il tuo reale METABOLISMO BASALE ovvero il dispendio energetico che il tuo organismo deve quotidianamente affrontare per mantenere le funzioni vitali a riposo e le energie metaboliche quali respirazione, circolazione sanguigna, digestione e attività del sistema nervoso. Numerosi sono i fattori individuali che influenzano il valore (espresso in Kcal) del Matabolismo Basale, tra questi: il sesso, l'età e la composizione corporea (ad esempio una maggiore massa muscolare corrisponde ad un valore di metabolismo basale più alto). E' fondamentale, pertanto, individuare attraverso varie tecniche come la bioimpedenziometria, il proprio valore del Metabolismo Basale per poter adeguare ad esso una scelta corretta dei piani di allenamento personalizzati che  consentano di raggiungere, prima e meglio, i propri obiettivi
  • Associare un Sistema di Allenamento in relazione al tuo metabolismo basale: ovvero adattare la proposta degli esercizi alla tua condizione metabolica, affinchè tu possa davvero ottenere i risultati che ti aspetti dal tuo piano di allenamento. A prescindere dall'obiettivo individuale, come primo passo, si punterà sull'analisi e di conseguenza sulla regolarizzazione dell'orologio biologico sonno- veglia che incide in modo profondo sul valore del metabolismo. In pratica, un soggetto poco allenato, avrà un sistema metabolico più lento e si dovrà programmare un allenamento che possa essere efficace e risolutivo nel migliorarlo, contrariamente ad un soggetto molto allenato, in cui il piano di allenamento dovrà puntare sul rendere il sistema metabolico ancora più performante
  • Identificare un regime alimentare che sia in sinergia tra l'attività fisica proposta e la tua composizione corporea: ovvero affidarsi ad un esperto della nutrizione che, in base alla proposta del piano di allenamento costruito da un trainer per te e all'obiettivo prefissato, è in grado di fornirti le linee guida per evitare di fare passi falsi. Non assecondare le credenze dell'immaginario comune e seguire un regime alimentare equilibrato che preservi la massa magra e ti aiuti a condurre anche un'attività sportiva intensa, rappresentano i primi passi per adottare un ottimo stile di vita, raggiungere dei risultati reali e mantenerli nel tempo .
Vuoi saperne di più? 
Partecipa al Workshop "SPORT, METABOLISMO E NUTRIZIONE"
a cura del Dott. Paolo Montera e del Direttore Tecnico Vincenzo Figuccio: 
 Il primo confronto, con esempi pratici, tra il punto di vista medico e quello del personal trainer in merito a quesiti che tutti noi ci poniamo quotidiamente!

giovedì 31 marzo 2016

L’IMPORTANZA DELLE FIBRE NELL’ALIMENTAZIONE: DOVE SI TROVANO E QUALI MALATTIE PREVENGONO

Rubrica: Alimentazione e Sport
Athlon Blog






Si parla spesso dell’importanza delle fibre nell’alimentazione, di come siano salutari e degli effetti preventivi su diverse patologie, ma a volte si omette di definire cosa siano e in quali alimenti si trovino. 

Intanto, una precisazione importantissima, le fibre alimentari non sono sostanze assimilabili dal nostro organismo: esse semplicemente si limitano a “transitare” nel nostro stomaco e nel nostro intestino durante il processo digestivo. Ma allora, perché sono così utili, se non servono “tecnicamente” a nutrirci?
Le fibre non sono altro che carboidrati complessi – per questo contenuti nei cereali integrali, ad esempio, ma non in quelli raffinati – sostanzialmente costituite da catene di zuccheri semplici che però i nostri succhi gastrici non sono in grado di scindere, e quindi, in buona sostanza, arrivano “intatte” nell’intestino. Durante il passaggio nel nostro apparato digerente, esse svolgono diverse funzioni estremamente utili alla nostra salute.
Intanto, gonfiandosi, fanno massa nello stomaco riducendo il senso di fame e aumentando il tempo in cui ci sentiamo sazi (cosa che aiuta a combattere sovrappeso e obesità) e, contemporaneamente, abbassano l'indice glicemico dei cibi che mangiamo, diminuendo quindi i livelli di zucchero e di insulina nel nostro sangue, con evidente effetto anti-diabete. Una volta giunte nell’intestino, sono in grado di aumentare la produzione di flora batterica “buona” e stimolare la muscolatura intestinale combattendo, quindi, la stitichezza. Ma assumendo una dose quotidiana di fibre pari a circa 30 g, possiamo metterci al riparo da molte patologie, come quelle cardiocircolatorie, e tumori, come quello al colon-retto che è tra i più diffusi nel mondo industrializzato. 
Per essere certi di consumare sufficienti fibre, dobbiamo fare attenzione che nella nostra dieta non manchino mai frutta e verdure fresche e di stagione, cereali integrali, meglio se biologici, legumi e frutta secca, tra cui le ottime noci.

Ricetta: Dolce integrale con crusca e frutta secca ,ricetta senza burro

Ingredienti per 10 porzioni:
  • 140 g di crusca
  • 60 g di farina 0
  • 50 g di mandorle
  • un vasetto di yogurt magro
  • 60 g di olio di girasole (in alternativa di mais)
  • 200 g di zucchero grezzo di canna
  • 3 uova
  • 200 g di banane(peso netto)
  • un pizzico di sale
  • una bustina di lievito per dolci
Preparazione:
  1. Tritate le mandorle nel robot o nel Bimby e mettete da parte
  2. In una ciotola sbattete le uova assieme allo zucchero con una frusta in modo che diventino spumose
  3. Aggiungete lo yogurt e l'olio e mescolate bene, setacciate le farine e aggiungete all'impasto . Lavorate bene con un cucchiaio di legno e, per ultimo,  aggiungete il lievito e il pizzico di sale e date una mescolata in modo che il composto diventi liscio e senza grumi
  4. Versate l'impasto in una teglia non molto grande foderata con carta forno, tagliate a fettine le banane e disponetele a piacere sopra l'impasto
  5. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti

A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizionista

lunedì 7 marzo 2016

LA ZUCCA: BUONA E RICCA DI PROPRIETA'

Rubrica: Alimentazione e Sport
La Zucca

La zucca, caratterizzata da una polpa pastosa e solida con un gusto particolarmente dolciastro, è un ortaggio dalle molteplici proprietà.

Composizione Chimica della Zucca
Contiene il 91,4% di acqua, lo 0,5% di fibre alimentari, l’1,4% di zuccheri, l’1,1% di proteine, lo 0,8% di ceneri e lo 0,24% di grassi.
Le vitaminevitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, la vitamina E e le vitamine K e J.
minerali: calcio, sodio, potassiofosfororamemagnesio, ferro, selenio, manganese e zinco.
Aminoacidi: l’arginina, la tirosina, cistina, glicina, metionina, leucina isoleucina, istidina, serina, valina, treonina, prolina, alanina, fenilalanina, triptofano, l’acido aspartico e l’acido glutammico.
La zucca contiene anche una buona percentuale di beta-carotene, una sostanza molto importante per la nostra salute in quanto dal suo metabolismo si produce la vitamina A.

Proprietà e Benefici della Zucca
  • Stitichezza: oltre ad essere povera di calorie è molto ricca di acqua, fibre, minerali e vitamine, la fibra favorisce l’espulsione delle feci, questa caratteristica la rende un pasto ideale per chi ha problemi di stitichezza.
  • Fa bene al cuore: le fibre, presenti in quantità abbondanti in questo ortaggio, sono un valido aiuto per proteggere il cuore. Uno studio condotto all’Harvard University ha dimostrato che coloro che hanno una dieta ricca di fibre hanno il 40% in meno di probabilità di avere problemi cardiaci.
  • Fa bene agli occhi: la buona presenza di carotenoidi è importante per la salute dei nostri occhi, l’assunzione di questi composti aiuta a prevenire patologie come la degenerazione maculare e la cataratta. Consumare zucca è un buon metodo per contrastare l’effetto dei radicali liberi sulla retina.
  • Radicali liberi: il betacarotene presente nella zucca ha proprietà preventive nei confronti dell’insorgere di diverse patologie. Da non sottovalutare i benefici che derivano dalle proprietà antiossidanti del betacarotene: contrasta i radicali liberi, sostanze altamente pericolose per il nostro organismo, e rappresenta quindi un ottimo alleato nel rallentare l’invecchiamento delle cellule del corpo umano.
  • Diabete: in base ad uno studio risalente al 2007, in Massachusetts, è stato dimostrato che la zucca possiede proprietà che contrastano il diabete.
  • Fa bene alla pelle: la polpa di zucca, per le sue proprietà lenitive, apporta benefici in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Grazie ad i suoi antiossidanti, mangiare regolarmente zucca aiuta anche prevenire le rughe.
I Semi di Zucca
semi di zucca vengono normalmente impiegati a scopo alimentare ed il loro gusto, oltre che gradevole, apporta anche alcuni benefici all’organismo; al fine di trarre i massimi benefici dal loro utilizzo si consiglia di consumarli rigorosamente crudi.
Possiamo affermare che i principi attivi contenuti nei semi di zucca svolgono un’attività preventiva nei confronti di molti problemi legati all’apparato urinario, sia maschile che femminile.
Le proprietà dei semi di zucca sono principalmente riconducibili alla cucurbitina, uno dei suoi principi attivi più rilevanti che contrasta i disturbi della prostata; si è infatti notato che nelle popolazioni che fanno normalmente uso di semi di zucca, i problemi alla prostata hanno una incidenza molto bassa. L’uso dei semi di zucca può inoltre portare benefici nella prevenzione della cistite.

Conservazione
La zucca va conservata in un luogo fresco e, una volta privata della buccia, può restare in frigorifero per diversi giorni. Nel caso si intendesse congelarla è consigliabile tagliarla a cubetti e cuocerla, magari al vapore, e poi riporla nel congelatore.

Calorie Zucca
Ogni 100 gr. di polpa di zucca si hanno solamente 18 calorie.


Ricetta: Zuppa d’orzo e zucca

La zuppa d'orzo e zucca, ideale nelle giornate invernali, molto cremosa, gustosa e delicata allo stesso tempo. Una zuppa a base di orzo è molto salutare, l'orzo è un cereale ricco di proteine, sali minerali e fibre. Ho scelto di abbinare orzo e zucca perché volevo ottenere una zuppa cremosa e devo dire che il risultato è stato azzeccato in pieno. 
Ingredienti:

150 grammi di Orzo perlato
100 grammi di Zucca
150 grammi di Patate
1 cucchiaio da tavola di Concentrato di pomodoro
30 millilitri di Olio extravergine d'oliva (EVO)
50 grammi di Cipolle
1 presa di Sale
4 grammi di Prezzemolo
1 millilitro di Acqua

Preparazione:
  1. Tritate la cipolla e fatela rosolare con l'olio, aggiungete l'orzo e tostatelo, ma solo per pochi istanti.
  2. Aggiungete mezza patata a cubetti e mezza in un solo pezzo.
  3. Versate anche la zucca a cubetti, il concentrato, il sale e un po' di prezzemolo tritato.
  4. Versate l'acqua e portate a ebollizione, lasciate cuocere a fiamma dolce con il coperchio per 45 minuti circa.
  5. Tirate fuori dalla pentola il pezzo di patata, schiacciatelo con una forchetta e versatelo di nuovo nella pentola, per ottenere una zuppa più cremosa.
  6. Fate cuocere ancora per 5 minuti e servitela calda.

A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizionista

mercoledì 23 dicembre 2015

FRUTTA SECCA: QUALE, QUANTA E PERCHE'!

Rubrica: Alimentazione e sport
Athlon Blog


La frutta secca è una categoria di alimenti che può essere suddivisa in due sottocategorie:
- Glucidica
- Lipidica


Nel primo caso annoveriamo soprattutto la frutta essiccata (albicocche, prugne secche, uva sultanina, datteri ecc) mentre nel secondo la frutta oleosa (noci, mandorle, macadamia, nocciole).
In entrambi i casi abbiamo alimenti molto “calorici” in quanto presentano pochissima acqua all’interno, quindi una maggiore densità di nutrienti in rapporto al peso.
Possiamo utilizzare la frutta essiccata invece di quella fresca?
Si, certo. Ma non sempre. L’essiccatura è un processo naturale che disidrata la frutta, quindi se già avete un carente apporto di liquidi (specie nei soggetti anziani) meglio la frutta fresca. I nutrienti vengono mantenuti praticamente inalterati. 
Le albicocche secche ad esempio contengono tutti i minerali e i caroteni del frutto fresco intero.

Passiamo alla frutta oleosa: i nutrienti più importanti contenuti sono i grassi. 
In molti casi alcuni di questi alimenti contengono ottime fonti di grassi mono insaturi e poli insaturi, addirittura le noci contengono acido alfa linoleico, un acido grasso omega-3, essenziale per l’organismo (il corpo non ne produce) e in discreta quantità anche rispetto al pesce azzurro. 
Le mandorle contengono magnesio e una buona percentuale di proteine (certo dal basso valore biologico, ma sono sempre proteine). 
Le nocciole contengono una discreta quantità di fitosteroli (in grado di aiutare a ridurre il colesterolo LDL). Gli arachidi in realtà sono legumi ma vengono inseriti con la frutta secca per via dei valori nutrizionali molto simili.

La frutta secca contiene anche acidi grassi omega-6, pertanto, a seconda dei soggetti può avere sia effetti antinfiammatori sia infiammatori. Possiede anche un alto contenuto di fibre, con una buona percentuale di fitati.
Il momento ideale per assumere la frutta secca è lontano dai pasti, anche se questo accorgimento non è indispensabile.
Per le quantità da assumere dipende da come è bilanciata la vostra alimentazione. 
Se avete bisogno di un aumento ponderale, integrare negli spuntini o nel pasto prima di andare a dormire una MODERATA quantità di frutta secca oleosa è un’idea ottima. 
Nel caso in cui dobbiate perdere peso, ridurre la quantità di carboidrati provenienti da cereali, in luogo di frutta essiccata e noci è una pratica intelligente. Occhio però, non hanno un gran potere saziante, e il detto “l’una tira l’altra” è profondamente vero in questo caso!


VALORE NUTRIZIONALE DI 100 G DI FRUTTA SECCA O ESSICCATA

Energia (Kcal)
Proteine (g)
Carboidrati (g)
Grassi (g)
Fibra (g)
Frutta secca  
Macadamia
718
7,9
13,8
75,7
8,6
Nocciole
628
15
16,5
60,7
9,7
Arachidi
571
26
11
47
7,3
Anacardi
598
15
33
46
3
Castagne
189
3,5
42,4
2
9
Mandorle dolci
542
16
4
52
14
Noci
582
10,5
5,5
58
5
Pistacchi
601
18
8
55
6
Frutta essiccata
 Albicocche
188
5
43
0,7
22
 Banana
270
3
63
1
6
 Cocco
604
6
6
62
14
 Datteri
253
3
63
0,6
9
 Fichi
242
3,5
58
3
10
 Uva
283
2
72
0,6
7
 Prugne
240
2,1
63
0,3
7



LA RICETTA DELLO CHEF
Dolce integrale con crusca e frutta secca (ricetta senza burro)


Ingredienti per 10 porzioni:

140 g di crusca
60 g di farina 0
50 g di mandorle
1 vasetto di yogurt magro
60 g di olio di girasole (in alternativa di mais)
200 g di zucchero grezzo di canna
3 uova
200 g di banane(peso netto)
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci


Preparazione:


Tritate le mandorle nel robot o nel Bimby e mettete da parte.
In una ciotola sbattete le uova assieme allo zucchero con una frusta in modo che diventino spumose.
Aggiungete lo yogurt e l'olio e mescolate bene. Setacciate le farine e aggiungete all'impasto. 
Lavorate bene con un cucchiaio di legno e per ultimo aggiungete il lievito e il pizzico di sale e date una mescolata in modo che il composto sia liscio e senza grumi .
Versate l'impasto in una teglia non molto grande foderata con carta forno, tagliate a fettine le banane e disporle a piacere sopra l'impasto
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti.



A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizioniosta

giovedì 19 novembre 2015

LE ARANCE: DALLA VITAMINA C ALLO SCORBUTO

Rubrica: Alimentazione e sport
Athlon Blog





Le numerose forme di malattie da insufficiente apporto alimentare, che possono essere classificate in base all’ apporto calorico globale o, in modo più pertinente, ai principi alimentari carenti (m. proteica, m. glicidica, m. lipidica ecc.), comprendono non solo le classiche malattie da carenza (pellagra, scorbuto, beriberi, rachitismo, kwashiorkor), ma anche forme clinicamente silenti, talora non facilmente rivelabili anche biochimicamente, che tuttavia possono indebolire le difese organiche, provocando malessere vago, astenia fisica e psichica.
In passato spesso queste malattie erano difficilmente diagnosticabili.
Il quadro clinico è conseguentemente multiforme, con manifestazioni assai diverse a seconda del tipo di carenza in causa, della durata e della gravità di essa, dell’età del soggetto ecc..
Dal punto di vista sociale le malattie da carenza hanno rappresentato e rappresentano un problema di enorme importanza: si calcola che quasi i 3/5 dell’umanità soffra di uno stato di malattie più o meno grave, dovuto all’ indigenza di intere popolazioni.

GLI AGRUMI E LE ARANCE

Abbondanza, ricchezza, fecondità: sono queste le immagini da sempre associate agli agrumi, i “pomi d’oro”, i doni generosi degli dei e della natura.
Frutto solare simbolo di luce dorata e di opulenza, è stato scelto nei secoli come emblema del Carnevale . Per tutta l’epoca moderna in Europa occidentale, almeno fino alla fine dell’Ottocento, le arance sono simboli di ricchezza e tempi fausti.
Come frutti di lusso, contrariamente a mele o prugne, ordinari e popolari, accompagnavano le occasioni di festa.
Servite nei matrimoni e nei banchetti, si assaporavano arance anche a teatro.
Nel secolo scorso i bambini sognavano tutto l’anno di ricevere in regalo a Natale o a Epifania, dalla Befana, un’arancia, dono prezioso e profumato. La maggior parte di loro non sapeva che sapore avesse e neppure se avrebbe avuto mai il coraggio di mangiare questo frutto aureo, quasi magico.
L'arancia resta un simbolo di speranza per il prigioniero, al quale ne vengono portate in carcere, è "salute", come dice la pubblicità, e contiene vitamina C e sali minerali in quantità sufficiente per tutta la giornata.

Ma qual è la loro origine? Quali strade hanno percorso per giungere sino a noi?

In Malesia l'arancia è strettamente collegata al primo peccato di gola: secondo alcuni l'arancia è il vero frutto responsabile del peccato originale, invece della mela.
Gli italiani chiamano agrumi (dal latino parlato acrumen, derivato da acrum, aspro) tutta una famiglia di frutti, i citri, che comprendono un gran numero di fratelli, sorelle, cugini e cugine dell'arancia: cedro, pompelmo, mandarino.
Furono introdotti in Europa dopo le conquiste indiane di Alessandro Magno.
Se l’ebraismo è responsabile della diffusione mediterranea dei cedri, l’Islam stabilì un’importante testa di ponte per la coltivazione degli agrumi nella Penisola Iberica.
Nel suo periplo, l'arancia era stata preceduta dal cedro, tanto è antico.
I cinesi lo conoscevano già nel IV millennio! Oltre ad essere coltivato a Nippur, capitale religiosa dei Sumeri, Simon Maccabeo, primo re della Giudea indipendente, lo scelse come simbolo per la sua moneta, coniata nel 142 a.c.
Oggi, sul pianeta si coltiva un miliardo di alberi di agrumi.
La produzione mondiale di frutti è prossima ai 100 milioni di tonnellate.
La durata della vita di un albero di agrumi è di un secolo circa.
Ogni primavera, un albero di agrumi, produce fino a 60.000 fiori, e solo l’1% svilupperà un frutto.
Un’arancia navel di circa 125 g contiene 75 mg di vitamina C.
 L’agrumicoltura in Florida è un’industria da nove miliardi di dollari.
Florida e Brasile producono il 90% del succo d’arancia.


LA RICETTA DELLO CHEF
Risotto alle arance

Ingredienti per 2 persone

100 g di riso Arborio
2 arance
1 scalogno
¼ di cipolla
Acqua 1l ca.
Parmigiano q.b.
Pepe q.b.
Sale q.b.
Olio q.b.

Preparazione

Il risotto all’arancia è un piatto davvero gustoso e dal sapore diverso dal solito. Solitamente però, tra burro e formaggio spalmabile, viene preparato in modo non adatto a chi segue un’alimentazione sana.
Ecco una versione light ma ugualmente deliziosa.

Per prima cosa bisogna grattare la scorza di mezza arancia e spremere il succo di 2 arance.
Una volta spremuto il succo, nel filtro dello spremiagrumi rimarrà della polpa, prendiamone un cucchiaio scarso e teniamolo da parte.
Tritiamo finemente lo scalogno e la cipolla e mettiamoli a soffriggere con un filo d’olio.
Nel frattempo mettiamo a bollire circa un litro di acqua.
Non appena la cipolla e lo scalogno si imbiondiscono aggiungiamo la polpa e la scorza di arancia.
Se gradite potete tenerne un po’ da parte per decorare il piatto ma considerate che la scorza ha un sapore molto forte quindi aggiungerla a crudo alla fine potrebbe non piacere a tutti.
Lasciamo soffriggere il tutto per un minuto e aggiungiamo il riso, facciamolo tostare rigirando di tanto in tanto. Quando il riso si è tostato aggiungiamo circa metà del succo di arancia, lasciamo evaporare a fiamma viva.
Una volta che il succo si è addensato abbassiamo la fiamma e aggiungiamo un po’ di acqua che nel frattempo avrà raggiunto il bollore.
Aggiustiamo di sale e pepe.
 Lasciamo cuocere per 15-20 minuti controllando sempre il risotto.
Quando comincia ad asciugarsi aggiungiamo un po’ di succo di arancia dopo uno o due minuti altra acqua bollente.
Quando ha raggiunto la cottura spolveriamo di parmigiano e facciamo mantecare pochi minuti.



A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizionista

martedì 27 ottobre 2015

L'UVA: MIRACOLO DELLA NATURA

Rubrica: Alimentazione e sport
Athlon Blog



Si dice che la lista delle proprietà medicamentose ascritte all'uva sia tanto lunga quante sono le sue varietà.
In effetti, proprio per la peculiare composizione nutrizionale e chimica, l'uva viene sfruttata nel settore alimentare, fitoterapico e cosmetico.
Gli Egizi la coltivavano già 6000 anni fa: è la vite che insieme all’ulivo è la pianta che rappresenta al meglio la nostra tradizione mediterranea.
Se gran parte della sua popolarità è dovuta al vino che ne deriva non dobbiamo però sottovalutare le sue eccezionali proprietà nutrizionali.

Analisi nutrizionale

100 grammi d'uva fresca apportano all'incirca 61 Kcal: l'acqua ne costituisce una quantità abbondante (80,3% ca.); i carboidrati (soprattutto fruttosio e glucosio) sono stimati attorno al 15,6%; le fibre ammontano all'1,5%; le proteine allo 0,5% ed i grassi, pochissimi, costituiscono solamente lo 0,1%.
Come intuibile dalla cospicua quantità di zuccheri, il consumo d'uva è sconsigliato ai diabetici.
L'uva è ricca in sali minerali, in particolare potassio (192 mg/100g). Presenti, seppur in quantità meno importanti, anche manganese, rame, fosforo e ferro.
Tra le vitamine dell'uva non possono mancare la C (6 mg %), la B1, la B2, PP ed A.


Proprietà dell'uva

Per dare un'immediata idea circa l'importanza fitoterapica dell'uva, basta paragonare ogni suo acino ed ogni sua foglia ad una mini-farmacia!
L'uva, infatti, è dissetante e purificante e nel contempo nutriente, energetica e miniera di virtù terapeutiche. Come abbiamo visto, per il cospicuo apporto zuccherino, l'uva viene sconsigliata ai diabetici.
Inoltre il consumo d'uva non è adatto ai bambini, specialmente al di sotto del quarto anno d'età, a causa dell'elevato contenuto in cellulosa (buccia), responsabile di una possibile digestione difficoltosa.
In generale, l'uva trova impiego soprattutto nelle manifestazioni cliniche e funzionali del sistema venoso (emorroidi, fragilità capillare ed insufficienza venosa degli arti inferiori), nel trattamento della flebite, e come rimedio naturale alle emorragie (per le proprietà astringenti) e ai disturbi legati alla menopausa (specie in sinergia con altre droghe vasculotrope).
La linfa fresca, opportunamente diluita, funge da collirio ed è utilizzata anche per trattare porri e verruche.
Gli antocianosidi esercitano attività angioprotettrici: diminuiscono la permeabilità dei capillari e ne aumentano la resistenza.
Le procianidine esercitano un effetto antimutageno (correlato all'attività antiossidante), utile per prevenire l'invecchiamento cutaneo e le patologie a carattere cronico- degenerativo.
In analogo modo le procianidine esercitano una blanda inibizione enzimatica, favoriscono il corretto funzionamento del sistema periferico vascolare e, da ultimo, vantano buone potenzialità migliorative a livello oftalmico.
L'olio di vinaccioli è ricco in acidi grassi polinsaturi e di conseguenza, esercita un' azione lassativa (lubrificante) ed ipocolesterolemizzante.
Surrogato dell'olio di mandorle dolci, per uso esterno espleta proprietà per lo più emollienti; l'olio di vinaccioli, associato agli antocianosidi delle foglie concorre all'azione vasoprotettrice, donando elasticità alla pelle (capacità di stabilizzare elastina e collagene).
Le proantocianidine sono contenute soprattutto nei semi dell'uva purpurea: queste esercitano proprietà fortemente antiossidanti, perciò utili come coadiuvante delle terapie chemio nei malati di cancro (in particolare nell' attenuazione degli effetti collaterali).
Il resveratrolo è un composto stilbenico riscontrato in particolare nelle radici di vite. Questa sostanza è utile nella prevenzione dalle malattie cardiovascolari, poiché migliora la fluidità del sangue, diminuendo pertanto il rischio di eventuale aggregazione piastrinica.
Inoltre, il resveratrolo dell'uva esercita proprietà antinfiammatorie ed ipocolesterolemizzanti.
I polifenoli contribuiscono a mantenere elastica la pelle, contrastando la degradazione di collagene ed elastina e inoltre favoriscono l'inibizione dell'ossidazione delle LDL.
I sali minerali contenuti nell'uva sono utili per la formazione dell'emoglobina, per stimolare la secrezione della bile e per favorire la digestione; inoltre, i sali minerali fungono da diuretico (potassio) e rimineralizzante.
Le vitamine espletano proprietà antiossidanti e vitaminizzanti.


LA RICETTA DELLO CHEF
Torta della vendemmia

La torta della vendemmia è  una torta d'uva costituita da una morbida pasta con dentro molti acini di uva.
Questa torta è piuttosto leggera ed è quindi adatta per i bambini a colazione o per delle dolci merende ma anche per il pranzo fuori casa di grandi e piccini.


Ingredienti:

2 uova
135 gr di zucchero
60 gr di burro
6 cl. di olio d’oliva extra vergine dal gusto molto delicato
8 cl. di latte intero
200 gr di farina
300 gr. (peso netto) di uva con acini piccoli
la buccia grattugiata di un limone e di un arancio (da agricoltura biologica)
1 bustina di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
burro e farina per la teglia
zucchero a velo q.b.


Preparazione:

Preriscaldate il forno a 175 gradi.
Imburrate e infarinate una teglia a cerniera apribile di 23 cm. di diametro e mettetela da parte.
Sbattete le uova e lo zucchero con uno sbattitore elettrico fino a che diventeranno un composto biancastro e soffice (circa 3 minuti).
Unitevi il burro morbido a pezzetti, il latte e l’olio d'oliva e sbattete fino a che tutto sarà ben amalgamato.
Passate la farina al setaccio assieme al lievito, al sale e alla vanillina.
Unitevi le bucce grattugiate degli agrumi e mescolate in modo che si infarinino.
Aggiungete il miscuglio farinoso al composto di uva un cucchiaio alla volta, mescolando con un cucchiaio di legno e poi sbattete ancora con il frullatore.
Lasciate riposare l’impasto per una decina di minuti per permettere alla farina di assorbire il liquido.
Unite ¾ degli acini d’uva all'impasto e poi versatelo nella teglia pronta.
Infornate e cuocete per 15 minuti, togliete dal forno e distribuite sopra l'uva rimasta.
Terminate di cuocere la torta per circa altri 40 minuti.
Togliete la torta dal forno, lasciatela riposare 10 minuti, poi passate un coltello lungo i bordi e aprite la cerniera della torta, ma non rimuovete il fondo.
Servite con spolverata di zucchero a velo, a temperatura ambiente.


A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizionista