lunedì 19 ottobre 2015

MENS SANA IN CORPORE SANO: LO SPORT AI TEMPI DEI NOSTRI ANTENATI

Rubrica: Parola ai Nostri Esperti


Nei tempi antichi lo sport era parte integrante della cultura umana che coltivava l'armonia tra l'eccellenza della mente e quella del corpo.
“Mens sana in corpore sano”, diceva il poeta latino Giovenale ( I secolo d.C.) nei suoi scritti, ma l'importanza dello sport ha radici ancora più antiche.
Riferimenti allo sport, all'allenamento e alla pratica di attività fisiche giornaliere sono presenti già durante le antiche civiltà della Siria, dell'Egitto, della Macedonia e della Mesopotamia.
Le fonti letterarie e pittoriche scoperte nelle regioni della Mesopotamia dimostrano che lo sport era praticato già nel 3000 a.C, infatti i rilievi e i vasi trovati nelle tombe dei reali testimoniano che la società di quel periodo aveva una lunga tradizione sportiva, con eventi che si tenevano con regolarità, probabilmente con la partecipazione della nobiltà a anche dei re.
In Egitto, le guardie del Faraone, erano solite intrattenersi in incontri di pugilato, ben documentati da geroglifici tombali e sempre, testimoni le pitture e le incisioni pervenute negli anni, ci mostrano giovani atti alla corsa, all'atletica e alla lotta.
Nell'Antica Grecia lo sport assume un ruolo notevolmente rilevante nella società e nella cultura.
L'importanza delle manifestazioni sportive è testimoniata dal fatto che i greci costituirono il loro calendario prendendo come inizio l'anno della prima Olimpiade, 776 a.C, e organizzarono le olimpiadi per più di 1000 anni (la leggenda dice che fu Ercole a fondare i giochi sacri di Olimpia in segno di ringraziamento a Zeus, dopo aver superato la sua settima delle dodici fatiche previste).
Lo sport era, come la guerra, l'attività per eccellenza degli aristocratici e dei liberi cittadini i quali profondevano il massimo impegno negli agoni (gare), non per il premio attribuito ai vincitori ma per l'onore e la gloria che a loro spettavano.
Nonostante la storiografia e le pubblicazioni si concentrino quasi esclusivamente su Olimpia, in epoca classica le manifestazioni sportive che riunivano l’intera grecità erano quattro: i Giochi Olimpici, dedicati a Zeus con cadenza quadriennale, che si tenevano a Olimpia; i Giochi Pitici che si svolgevano ogni quattro anni a Delfi, dedicati ad Apollo; i Giochi Istmici, con cadenza biennale, dedicati a Poseidone e i Giochi di Nemea in onore di Zeus anch’essi biennali.
Per permettere ai pellegrini di accedere al sito e ai militari di prendere parte ai giochi olimpici, gli araldi proclamavano, per un periodo che si ritiene essere di tre o quattro mesi, l' Ekecheiria, la tregua sacra, ossia la sospensione delle guerre in corso.
Le principali competizioni che si svolgevano durante i giochi erano la corsa, il salto,i lanci, il pentathlon( che prevedeva una gara di corsa, il salto, il lancio del disco, il lancio del giavellotto e il pancrazio, ovvero la lotta)e poi vi erano anche il pugilato e le gare ippiche.
Per sottolineare ancora di più l'importanza dello sport bisogna ricordare che alla corsa potevano prendere parte anche le donne anche se solo durante l' Heraria, la festa in onore della dea Era.
Andando avanti nel tempo e precisamente nel Medioevo, l'istruzione cavalleresca favorì la prosperazione dell'idea olimpica in modo da poterla trasmettere anche ai posteri.
Infatti la cavalleria mantenne intatti i caratteri peculiari dell'olimpismo greco.
Ricordiamo che nell'educazione cavalleresca rientrano le sette perfezioni cavalleresche e quattro di queste si riferivano all'abilità nell'equitazione, nel nuoto, nel pugilato e nel tiro.
Il cavaliere inoltre mostrava il proprio valore e la propria forza non solo in battaglia ma anche nel torneo, considerato il grande sport del Medioevo.
I tornei nacquero per l'allenamento fisico e militare dei nobili nei periodi invernali. L'occupazione principale dei nobili nel medioevo erano le campagne militari, che si tenevano, tranne rari casi, nei mesi caldi. In quelli freddi gli eserciti venivano sciolti e per alcuni periodi il freddo impediva anche di occuparsi della caccia. Ciò causava un infiacchimento del fisico e dei riflessi e la soluzione venne trovata nell'organizzare battaglie simulate, ossia nei tornei. Tra le altre attività che venivano praticate in questo periodo ricordiamo la quintana, gioco di origine cavalleresca che costituì il maggior divertimento del vassallo nel giorno del proprio matrimonio, la lotta, il salto in lungo e in alto, il lancio della pietra, uno sport praticato ancora al giorno d'oggi nel sud della Spagna.
Oggi sappiamo che muoversi, praticare un'attività sportiva è importante per il nostro benessere fisico e mentale. La storia dimostra come questo principio fosse già ben chiaro anche quando ancora non erano conosciute le reali potenzialità fisiche e il funzionamento del nostro corpo.

lunedì 5 ottobre 2015

ELETTROSTIMOLATORE COME SOSTITUTO DELLA PALESTRA

Rubrica: Sfatiamo i Falsi Miti


 

Sfatiamo questo mito!

La mancanza di tempo e la pubblicità sempre più accanita ci porta a credere che per tenersi in forma basti rimanere comodamente seduti sul divano di casa senza doversi sottoporre al minimo sforzo fisico.
È infatti opinione comune che l'impiego di un elettrostimolatore possa sostituirsi ad un allenamento in palestra riducendo quindi il lavoro e ottenendo i risultati sperati nel minor tempo possibile.
Per poter comprendere il funzionamento dell' elettrostimolatore occorre sapere come funziona la contrazione muscolare.
Per potersi accorciare il muscolo necessita di una appropriata corrente che, generata a livello del SNC (sistema nervoso centrale), attraversa le vie nervose motorie per giungere sino al motoneurone muscolare che è l’ultimo recettore del segnale elettrico nervoso.
A livello del muscolo, quindi localmente, si trova la placca motrice che trasforma il segnale elettrico in segnale chimico, ed è l’unico punto correttamente elettrostimolabile dall’esterno.
Un elettrostimolatore avrà lo scopo di trasmettere proprio alle placche motrici un segnale di corrente modulato in maniera tale che possa essere riconosciuto dalla placca fornendo un' elettrostimolazione superficiale, contravvenendo alle principali regole di adattamento fisiologico della muscolatura.
Da ciò si evince quindi che per apportare uno stimolo allenante al sistema muscolare è necessario l'intervento del sistema nervoso che produrrà in maniera profonda delle modificazioni durature nel tempo a differenza di quelle superficiali e momentanee prodotte dall' elettrostimolatore.
Inoltre il suo impiego non consente di sollecitare in modo sinergico la muscolatura, ma coinvolge esclusivamente i singoli distretti muscolari dove viene applicato l'elettrodo,sottoponendolo quindi a sessioni di elettrostimolazione tutt'altro che rilassanti poiché i tempi della seduta sono molto elevati oltre che a porre
un'altro grande limite al concetto di reclutamento delle catene muscolari.
Possiamo concludere quindi dicendo che gli elettrostimolatori sono utili se considerati come un' integrazione all'allenamento ma non come dei sostituti.
Sono infine di possibile utilizzo su chi abbia subito infortuni, quindi nel processo di post riabilitazione per accelerare i tempi di recupero, ma devono comunque considerarsi un metodo integrativo.

giovedì 24 settembre 2015

TABATA FITNESS

Rubrica: Parola ai Nostri Esperti





COS' E' IL TABATA?

Il tabata è un metodo di allenamento che prevede otto cicli di lavoro, strutturati in venti secondi di lavoro attivo e dieci secondi di recupero per una durata totale di 4 minuti.
Le proposte di esercizio coniugano componenti di forza a componenti cardiovascolari con esercitazioni ad alta intensità.
Proprio per questo motivo i format tabata vengono utilizzati per la preparazione atletica degli sportivi, nelle sale fitness come lezioni combinate di Cardio Tone, nei nuovissimi WOD delle nuove tendenze del crossfit o del functional training.
I protocolli tabata fitness in genere includono esercizi total body che coinvolgono in modo generale tutti i grandi gruppi muscolari e tra gli esercizi i più comuni sono burpees, squat jump, sit up, split squat.
Così nasce il Tabata Fitness.

COME NASCE IL TABATA?

Nel 1996, il Dr. Izumi Tabata e il suo team presso il National Institute of Fitness and Sports di Tokyo, sperimentarono dei nuovi protocolli di allenamento e il loro effetto sui sistemi energetici degli atleti con l'obiettivo di trovare il modo di migliorare il condizionamento anaerobico e aerobico degli stessi.
Secondo quanto riportato in letteratura, il team paragonò due diversi protocolli: la normale attività aerobica a frequenza costante (70% VO2max per 60 minuti) su cicloergometro e un protocollo intermittente sempre al cicloergometro della durata di 4 minuti.
Il protocollo prevedeva venti secondi di prestazione ad intensità sovramassimali (circa 170% VO2max, quindi sostanzialmente alla massima velocità fisicamente raggiungibile), alternata ad un periodo di riposo di dicei secondi, in un ciclo consecutivo ripetuto più volte (fino ad 8 cicli) per una durata totale di 4 minuti.
Da qui il protocollo ad intervalli fu nominato Tabata training.
Il gruppo che svolgeva lo steady state ha ottenuto un aumento piuttosto significativo del VO2max (10% circa), senza però alcun effetto sull’ innalzamento della capacità anaerobica.
Il gruppo che sperimentò il Tabata ottenne un incremento del 14% VO2max e un incremento del 28% della capacità anaerobica.
Per questo motivo i ricercatori conclusero che il tradizionale steady state training migliora la potenza aerobica ma non ha effetto sul metabolismo anaerobico, mentre l’interval training ad alta intensità può incrementare in modo significativo sia il condizionamento aerobico che anaerobico, probabilmente tramite l'intenso stimolo di entrambi i sistemi energetici.
Secondo i ricercatori dello staff di Izumi Tabata l'incremento del 14% del VO2max in sole sei settimane fu uno dei più alti valori mai registrati nella scienza dell'esercizio fisico.

DA CHI PUO' ESSERE PRATICATO IL TABATA FITNESS?

Il Tabata Fitness può essere praticato da tutte le persone che non presentano patologie osteoarticolari o cardiovascolari di “giovane” età e mediamente attive.


IL TABATA FITNESS E' UN ALLENAMENTO CHE FUNZIONA?

Secondo parametri fisiologici biochimici e statistici il Tabata Fitness FUNZIONA ed è un ottimo allenamento di breve durata ad alta intensità basato sul miglioramento della fitness cardiorespiratoria e della composizione corporea.
Il dispendio energico post esercizio, rimane elevato per le 48 ore successive all’allenamento, in risposta al fenomeno EPOC (consumo di ossigeno post esercizio).
L’allenamento ad alta intensità risulta infatti un ottimo format brucia grassi, in grado di innalzare il metabolismo basale dei soggetti, provocando adattamenti cronici che permettono di consumare più calorie anche a riposo.





Laureata in Scienze Motorie a Sportive 
Specializzata in Attività motoria preventiva e adattata


giovedì 10 settembre 2015

L' ORZO


Rubrica: Alimentazione e sport
Athlon Blog




“Non insdegnò ne anco Christo Nostro Signore fare il Miracolo con cinque pani d'orzo, in pascer tanti migliara di persone in sul Monte”.
Di sicuro quando Cristo compì il miracolo della moltiplicazione dei pani, quei pani, erano d'orzo come il pane spezzato nell' Ultima Cena.
Nell'evoluzione della civiltà l'orzo ha goduto di uno status quanto mai duraturo e si stima che le sue prime coltivazioni risalgano al 7000 a.C.
Prima dello sviluppo delle tecniche di macinazione, gli uomini del Neolitico ne spargevano i chicchi sui propri cibi. Scavi archeologici avvenuti nella regione siriana di Tel Mureybat hanno rinvenuto dei chicchi non coltivati di questo cereale la cui data risale circa all' 8000 a.C e ritrovamenti simili sono stati fatti in località dell' Asia Minore, della Palestina e della Mesopotamia.
Nell'antica Grecia, i vincitori dei giochi nella città di Eleusis, venivano premiati con sacchi d'orzo.
L'orzo ha avuto inoltre un ruolo chiave anche nella graduale crescita dell'Impero Romano.
I gladiatori nelle arene di Roma usavano l'orzo come fonte nutrizionale di forza e di resistenza, infatti venivano chiamati “hordearii”, ossia “uomini dell'orzo”.
Essendo l'orzo quindi un cereale estremamente robusto e facile da coltivare, normalmente lo si poteva raccogliere dopo tre mesi, e poiché forniva una fantastica miscela di proteine e nutrienti, i capi militari romani decisero che sarebbe diventato l'alimento base della dieta dei loro eserciti.
Come tutti i cereali l'orzo apporta grandi quantità di carboidrati, che raggiungono l' 83% del peso totale.
È tra i cereali più ricchi di fibre, circa il 10% del peso totale e contiene un maggiore quantitativo proteico rispetto agli altri cereali, mentre i lipidi ne costituiscono meno del 2 %.
L'orzo è ricco di sali minerali quali il fosforo, il silicio, il ferro e il calcio e contiene una discreta quantità di vitamine del gruppo B ed E.
Grazie alla presenza delle fibre l'orzo è particolarmente indicato per chi soffre di stipsi e di intestino pigro.
La presenza del fosforo stimola le funzioni cognitive e quindi aiuta a migliorare la memoria.
La presenza del silicio aiuta a contrastare la caduta dei capelli e rinforza le unghie. Per le neo mamme è utile anche ricordare che l'orzo stimola la produzione del latte materno.
Le proprietà di questo cereale possono esser perse attraverso il processo di industrializzazione e attraverso la sua cottura, per questo è preferibile consumare la varietà integrale dell'orzo.



LA RICETTA DELLO CHEF
Zuppa d'orzo

150 Kcal /100 g


Ingredienti:

200 g di orzo perlato
2 porri
2 carote
3 zucchine
250 g di zucca già sbucciata e pulita
2 patate
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
erba cipollina tritata
sale e pepe


Preparazione:

Pulite le verdure, lavatele e tagliatele a tocchetti. Scaldate l'olio in una pentola e poi unite le verdure. Salate e pepate le verdure e soffriggetele per pochi minuti mescolando spesso per evitare che si brucino.
Successivamente versate un litro e mezzo di acqua tiepida in modo da coprire la pentola con le verdure soffritte al suo interno interamente e portate ad ebollizione a fuoco vivace.
Appena inizia a bollire unite l'orzo, abbassate la fiamma e coprite la pentola con un coperchio e proseguite la cottura per circa 50 minuti aggiungendo, se necessario, un po' di acqua tiepida.
Una volta cotta, versate la minestra in una zuppiera e insaporitela con erba cipollina tagliuzzata e una manciata di pepe.




A cura di Federico Oteri
Biologo Nutrizionista

lunedì 20 luglio 2015

VITAMINE E SALI MINERALI IN TAVOLA CON L'INSALATA DI RISO


Rubrica: Alimentazione e sport
Athlon Blog





E' il piatto unico che regna sulle tavole estive degli italiani, protagonista di pic nic e pasti sotto l'ombrellone: l'insalata di riso piace perché permette a chiunque di dare un pizzico di personalità alla ricetta, purché non si esageri con il desiderio di arricchirla con ingredienti troppo grassi.
Quella "classica" è un piatto equilibrato, è una buona fonte di carboidrati, di proteine, di grassi, di fibre, di micronutrienti e vitamine, ma è anche abbastanza calorico, una porzione fornisce 570-600 calorie.
Per un'insalata di riso salutare è meglio non esagerare con le quantità di formaggi, come l'emmental, la  feta o  le mozzarelline, e con le proteine animali.
Nella versione ancora più light si può sostituire il prosciutto cotto con il pollo o con il pesce (tonno, sgombro o gamberetti) facendo così anche il pieno anche di omega-3.
Nessun limite, invece, a verdure e legumi che rappresentano il punto forte del piatto, fornendo in una sola porzione un surplus di vitamine e sali minerali indispensabili per il buon funzionamento dell'organismo.
Il riso, infine, è ricco di amido, che aumenta il senso di sazietà dopo aver consumato il piatto, e di triptofano, un precursore della serotonina, il noto "ormone del benessere". 
Se non si soffre di celiachia o sensibilità al glutine, può essere sostituito nella preparazione anche con farro, orzo, kamut e cerali integrali. Oppure si può provare a preparare l'insalata con altre varietà di riso, come quello rosso, un ottimo alleato contro il colesterolo.


LA RICETTA DELLO CHEF

Insalata di riso light

L’insalata di riso è una ricetta invariabilmente associata alla bella stagione. 
Vi proponiamo una versione vegetariana e leggerissima di questo ottimo piatto con tante verdure saporite e colorate, e per dare un tocco di freschezza in più, può essere servita all’ interno di grossi pomodori.


Ingredienti:

250 gr riso
1 zucchina
2 peperoni
200 gr asparagi
50 gr pomodori secchi
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
succo di mezzo limone
6 pomodori grossi

Preparazione:

Svuotate i pomodori, salate la parte interna e metteteli a scolare a testa in giù su una gratella per 30 minuti. Tagliate la polpa a pezzettini (togliendo i semi) e mettetela da parte.
Tagliate la zucchina in fette sottili, circa 2-3 mm, e grigliatele da entrambi i lati.
Lasciatele raffreddare un poco, quindi tagliatele a striscioline o a pezzettini e mettetele da parte.
Arrostite i peperoni su una griglia fino a quando tutti i lati non saranno anneriti, quindi spellateli e metteteli da parte. 
Lasciateli raffreddare un poco, quindi tagliateli a striscioline o a pezzettini e metteteli da parte.
Bollite gli asparagi fino a che non saranno teneri, scolateli e metteteli da parte. 
Lasciateli raffreddare un poco, quindi tagliateli a pezzettini e metteteli da parte.
Bollite il riso in abbondante acqua salata, scolatelo e riponetelo in una ciotola capiente.
Unite poi le zucchine, i peperoni e gli asparagi. 
Unite anche la polpa di pomodoro a pezzetti. 
Condite con olio e succo di limone, aggiungete pepe nero e sale a piacere.
Riempite i pomodori con l’insalata di riso e lasciate rinfrescare in frigorifero prima di servire.



A cura di Federico Oteri
Biologo - Nutrizionista

lunedì 13 luglio 2015

FARE COLAZIONE SOLO CON IL CAFFE' AIUTA A PERDERE PESO

Rubrica: Sfatiamo i Falsi Miti




Una corretta alimentazione è la base della salute, ma non tutti noi sappiamo davvero come orientarci quando ci mettiamo a tavola, soprattutto quando si tratta di perdere peso.
Spesso accade che quando si tratta di dimagrire si pensa, anzi si è convinti di poter fare benissimo da soli e ci si affida ai luoghi comuni.
Ad esempio spesso si crede che fare colazione solo con il caffè aiuti a perdere peso.

Sfatiamo questo mito!

Al mattino il nostro corpo ha bisogno di forze e di energie per affrontare la giornata e il caffè, da solo ovviamente, non è in grado di garantircene a sufficienza.
Non fare colazione significa quindi andare incontro a carenze di zuccheri, e ne conseguono difficoltà di concentrazione e attacchi di fame improvvisa che ci indurranno a mangiare tutto quello che capita tra le mani, con il risultato però di essersi nutriti poco a colazione, ma di aver fatto, durante la mattinata, il pieno di calorie.
Il risultato è quindi che il peso non si perde, anzi si rischia di mettere su altri chili!
Ricordiamo che la colazione è il pasto più importante della giornata e che saltarlo o consumarlo in modo non salutare, non ci porterà nessun beneficio!

lunedì 6 luglio 2015

LA CERVICALE

Rubrica: Parola ai Nostri Esperti




La cervicale è la parte superiore del rachide ed è composta da sette vertebre, le cosiddette vertebre cervicali.
Quando si accusa dolore in quel tratto, si parla di cervicalgia, che nel gergo comune  prende il nome di "dolore cervicale".
Dunque per dolore cervicale si intende quel dolore che parte dal collo e che può estendersi fino alle spalle e alle braccia.
Il dolore può svilupparsi per vari motivi, tra cui la sedentarietà, posture non corrette, colpi di freddo, artrosi cervicale, contratture muscolari, ernie cervicali e per altri motivi ancora che possono essere legati a stress e all'utilizzo di cuscini inadeguati.
Chi conduce una vita sedentaria, soprattutto coloro che svolgono un lavoro d'ufficio, sono più soggetti al rischio di assumere per lungo tempo una postura scorretta e ciò può influire sulle vertebre cervicali e quindi causare dolore.
Il problema della postura scorretta riguarda anche gli studenti che trascorrono lunghe ore con la testa china sui libri e i giovani in generale che utilizzano per molte ore di seguito pc o telefoni cellulari.
A lungo andare, avere spesso la testa china potrebbe causare problemi alla schiena e al tratto cervicale in particolare. Gli esperti raccomandano di tenere la schiena in posizione neutra e non tesa, con le orecchie allineate alle spalle e le scapole retratte.
Le contratture muscolari sono una causa molto comune per quanto riguarda i dolori cervicali, in particolare, nella fascia di età giovanile, le cervicalgie sono quasi sempre dovute a semplici contratture muscolari.
I dolori cervicali possono essere causati  anche da fattori traumatici, come colpi di frusta oppure per il trasporto di pesi con conseguenti ricadute sul collo e sulla schiena.
Tra le cause dei dolori cervicali abbiamo anche, come già detto,  l'ernia cervicale e l'artrosi cervicale.
L'ernia cervicale è un disturbo provocato dallo schiacciamento dei dischi delle vertebre cervicali che può essere causato a sua volta da un trauma meccanico da incidente, per uno sforzo eccessivo, per la postura scorretta o per il colpo di frusta.
L'artrosi cervicale è una patologia degenerativa delle vertebre cervicali che può iniziare a verificarsi naturalmente intorno ai cinquant'anni, ma che può comparire anche prima per vari motivi. 
In questo caso le vertebre cervicali si deformano, comprimono i nervi e causano il dolore.
Tra i sintomi provocati dal dolore cervicale i più comuni sono il mal di testa, il dolore alla fronte, il dolore alle palpebre, ma c'è anche chi, in casi più gravi, può avvertire senso di nausea, vertigini, dolore alle orecchie e mancanza di equilibrio.
Il consiglio che diamo è intanto quello di cambiare le cattive abitudini, quindi se si è costretti a rimanere per molto tempo seduti o in piedi, bisogna cercare di mantenere la posizione più adatta per non affaticare la zona cervicale, svolgere poi esercizi fisici molto semplici per attenuare il dolore ed evitare di stressarsi.
E' comunque molto importante che venga effettuata una corretta diagnosi medica per la scelta del tipo di terapia da intraprendere per affrontare il problema.